domenica 19 febbraio 2017

Dove bere il miglior caffè di Málaga (un post di pubblica utilità)

Málaga si vanta di essere la città spagnola del caffè e, sotto certi aspetti, è pure vero. Lo è, ad esempio, nella quantità di opzioni disponibili. Se la paragoni con il resto del Paese, forse addirittura nella qualità. Però parlate con qualunque italiano, e vi dirà che non è abbastanza.

Ok, siamo esigenti. Snob, persino. Ma in fondo è difficile abbassare gli standard quando cresci a shottini di Espresso trangugiati in tutta fretta al bancone del bar. Carburante nero, intenso. Fondo un po' più scuro sulla tazza per spezzare le giornate di calore ed energia. Quindi ti ci abitui, all'assenza di moke da uno nei negozi; alla democrazia di proporzioni del
mitad, allo strano conforto di quella miscela che ti riporta indietro, alla tua adolescenza, alle mattine che il latte rimaneva un po' più a lungo nel pentolino e tu pur di non perdere l'autobus accettavi di trangugiare lava. Non è la stessa cosa, però. Non potrà esserlo mai. 

So di italiani, qui, che ai ristoranti dei connazionali ci vanno solo in virtù del logo Illy; Ed è per loro, soprattutto, che scrivo questo post. Ragazzi, ascoltate me: il caffè migliore di Málaga lo fanno VERAMENTE da Bertani. 

Bertani Café - Calle San Juan, nº 40. 29005 


Ne avevo parlato, en passant, citandolo tra i luoghi da scoprire nel capoluogo della Costa del Sol. Ammetto però di averlo fatto più in virtù dei consigli altrui che dell'esperienza personale. Ora invece ci sono stata, e credo senza esagerare che la mia vita sia cambiata un po'.

Era San Valentino, un giorno che - per la prima volta - avevo scelto di festeggiare. Perchè "Che importa se sono single?". In fondo non esiste un solo tipo d'amore. C'è anche l'amore che ho deciso di concedere a me stessa nel momento in cui ho finalmente preso quell'aereo. C'è l'amore per il mare che scintilla all'orizzonte sotto un sole che sa già di primavera. C'è l'amore che mi imbambola e mi inumidisce gli occhi ogni volta che li alzo sulle tante bellezze della città in cui vivo. 

Poncho, borsa in spalla, e sono uscita. A passeggiare sul lungomare. A perdermi in inizi di tramonto nei giardini di Pedro Luís Alonso. A concedermi tutto il tempo necessario per leggere i messaggi lasciati sui cuori di carta che per l'occasione erano stati appesi attorno ai lavori in corso dell'Alameda Principal. Mi sono regalata dei libri, quel giorno. Ed é stato uno di quelli in cui più sono stata felice. 



Perchè le solitudini non sono che storie in bilico. C'era la mia, quella di una tizia che passeggia ritagliandosi uno spazio tra i frenetici ricordi del passato e i progetti per i giorni a venire. C'era quella di una signora coi capelli corti, a occhio inglese o tedesca, che seduta su una panchina del parco scriveva qualcosa su un diario di viaggio vecchio stile. O quella provvisoria di un ragazzino talmente minuto che quasi scompariva dietro all'enorme mazzo di dodici rosse rosse che stringeva tra le mani. Un signore grasso con i baffi gli si era fermato accanto. Una pacca sulle spalle. Un sorriso soddisfatto. Qualche consiglio da esperto su mani sudate e battiti del cuore. 

In mezzo a tutto questo, mi sono ritrovata da Bertani Café. Un posto piccolissimo ma accogliente. Rosa e piastrelle. Lavagne appese al muro.

"Ciao", ho detto alla ragazza al bancone. "Sono qui perchè mi hanno detto che fate i migliori caffè di Málaga e ne voglio provare uno. Fai tu, consigliami tu"

É lì che ha avuto inizio una di quelle conversazioni belle, che a Málaga puoi fortunatamente ancora avere nella maggior parte dei locali. La ragazza, un'argentina di nome Laura, mi spiegato che non è stato facile mettere in piedi l'attività.

 "Qui in Spagna la cultura del caffè non ce l'hanno", ma lei, nonostante tutto, ha creduto in quello che aveva da offrire. C'è voluto del tempo, ma i suoi sforzi sono stati ripagati. Grazie al passaparola - e ai turisti del nord, e alle compagnie di tour gastronomici che ci portano in massa i gruppi di italiani - Bertani è adesso un punto di riferimento riconosciuto ed apprezzato da tutti quelli che sono stufi del solo annacquato, delle miscele low cost del Mercadona o del café con leche preso al pomeriggio tanto perchè hai del tempo da buttare. 

Laura è una specie di somellier del settore, premiata e riconosciuta a livello mondiale.
Mi ha chiesto di dove sono. "Perchè le note aromatiche dei caffè che si servono al nord o al sud d'Italia sono leggermente diverse". E, dopo aver capito le mie abitudini, è passata alle domande sui miei gusti. Espresso, all'italiana. Forte ma mai troppo amaro.

Allora mi ha suggerito una miscela dell'Ecuador. "Provala prima senza zucchero", mi ha detto, "poi con". Ho obbedito, dando il primo sorso con la solennità di un rito religioso. Prima rivelazione: pur non avendoci messo lo zucchero, non era amaro. Seconda rivelazione: era veramente (ma veramente!) squisito.

Laura mi ha fatto notare come l'acidità del caffè si facesse sentire in modo più acuto sul fondo del palato, alle pareti esterne delle guance, mentre la parte corposa rimaneva sulla lingua. Mi ha insegnato a riconoscerne le note aromatiche; Poi mi ha spiegato che un buon caffè, tostato come si deve, non potrà mai essere amaro. Se lo è, vuol dire che è non tostato bene. 

"Ora metti lo zucchero", mi ha detto. E, in effetti, risultava adesso così dolce da coprire gli altri sapori. "Per questo diciamo che si dovrebbe prenderlo senza".

I caffè che servono da Bertani sono tutti composti da grani che provengono da nove diversi Paesi latinoamericani e africani, e hanno una caratteristica in comune: i certificati che attestano le migliori condizioni di coltivazione della pianta, lavorative per chi si occupa di raccoglierne il frutto ed ecologiche in termini di rispetto dell'ambiente. Oltre a provarli in tazza potrete anche acquistare le miscele da preparare a casa oppure (se scegliete le varianti all'americana) portarli con voi nel classico bicchierone da take-away. 



Alla vostra prima visita vi verrà data una tesserina su cui verrà apposto un timbro. Per ogni acquisto che farete, avrete diritto ad un nuovo timbro e, una volta raggiunti i dieci, vi sarete conquistati un caffè gratis. Se non vi sembrasse ancora abbastanza, seguendoli su Facebook verrete informati sulle degustazioni che organizzano a cadenza periodica. 

Certo, l'espresso è leggermente più caro che altrove (1,30) ma quello per cui pagherete, in fondo, non è il contenuto di una tazza, ma un vero e proprio viaggio nei sapori che ha origine nella vostra stessa unicità. Valore aggiunto, più raro di un unicorno viola: hanno addirittura il ristretto. Giuro. 


martedì 14 febbraio 2017

"Sevilla tiene una cosa...."


... E comunque a Siviglia si respira la grandezza delle Capitali. Siviglia è spazi ariosi e arance. Riflessi invertiti di meraviglia nella notte in cui la Giralda è un quadro nella pozzanghera che ti dimentichi di fotografare. Wow. Giardini e trolley. Patios, flamenco e strade strette. Identità forte, radicata negli anni, che però non teme nelle geometrie del "fungo" di reinventarsi il suo domani. Siviglia è duemila città in uno. Triana "Puente y aparte", come canta Poveda; E lo capisci solo adesso cosa voglia dire. Un paesino al di là del fiume, un'entità che vive di di vita propria e che con la Città non vuole averci niente da spartire. Il Barrio de Santa Cruz, che è l'Andalusia come te l'immagini, con le sue strade strette, le case bianche, i vasi pieni di fiori sui balconi. Le architetture buffe e quasi veneziane che accostano cerchi e bifore, torrette ed azulejos. É c'é la torre Pelli , brutta da far schifo, a contrastare con il fascino infinito del Centro di Arte Contemporanea. Cacofonia di musiche diverse e risate di bambini. Opere d'arte integrate nelle finestre. L'inquietudine di uno sguardo finto. Un festival. Un lago, e non volere più andar via. 

Dettagli di Barrio Santa Cruz 

Dettaglio di "Las Setas"

Fronte case

La Cartuja - Centro Andaluz de Arte Contemporaneo Sevilla





Siviglia è turismo da cartolina e "un giro sulla carrozza?". É l'Alameda degli Erasmus, le birre e la musica indie, é il mercado de feria per riempirsi lo stomaco a tre euro e cinquanta, i murales di Plaza de Armas e gli infiniti dettagli da instagrammare. 

Grava su di lei tutto il peso stratificato della storia, della tradizione, di quell'indescrivibile meraviglia filmica che è Plaza de España. Perchè è un altro mondo, solo questo. Un altro tutto. Sotto alle nuvole che corrono veloci un sottofondo di nacchere e zoccoli può rimetterti al mondo in modi che non credevi possibili.

Plaza de España

Plaza de España

Plaza de España




Siviglia ti intimidisce. Ti fa sentire piccolo, in mezzo ai suoi viali imponenti. Nelle misure raccolte di Málaga, al contrario, ti sembra di averci sempre vissuto. A Siviglia anche le tapas sono più grandi, e qui decisamente vince lei. Però Siviglia (grande pecca!) non ha il mare. Málaga é elegante e raffinata. Siviglia è, nonostante tutto, estremamente casual. Siviglia è carne, Málaga pesce. A Siviglia la feria è questione di inviti e dress code. A Málaga é aperta a tutti, anche se non hai il traje flamenco, e contagia il centro di un macroscopico (a volte eccessivo) botellón. A Siviglia ci sono troppi italiani: tanti da indispettire gli abitanti e, in certi casi, inacidirne il tratto. Málaga - lo scopri solo nel confronto - é ancora tutto sommato un'oasi spagnola. 

Ci ho messo un po', a riprendermi dalle notti insonni di un weekend che ne è valsi mille. Un weekend vissuto con la straordinaria e liberatoria leggerezza che ti dà sentirti in vacanza, lontana dal lavoro e da ogni sorta di routine, anche quando in realtà ti trovi solo a poco più di due ore di autobus da casa. Lì, nel capoluogo della regione in cui vivo, ho finalmente conosciuto una delle persone che (grazie Internet!) più sento affini. Ci siamo finte per un attimo youtuber. Abbiamo giocato a sfidarci su quale delle nostre due fosse la città migliore. 

E sapete che c'è? Francamente credo che si completino, come due facce della stessa medaglia. Perchè- al di là di un derby perenne - è proprio nella somma delle loro diversità, nel modo antitetico che hanno di sedurti, tutta l'anima ricchissima dell'Andalusia.

domenica 12 febbraio 2017

Málaga vs. Sevilla: la sfida definitiva [VIDEO]

Due italiane. Due blogger. Due andaluse di adozione. Nancy vive a Siviglia, io a Málaga. In questo video abbiamo messo a confronto le nostre rispettive località di residenza nel tentativo di raggiungere un compromesso storico: la pace tra due eterne rivali. E voi quale città preferite?

Si ringraziano:
- "Volevo aprire un blog" per la partnership;
- "Andalusia Viaggio Italiano" per le domande;
- Il festival del Día de la Marmota per l'allegro sottofondo;
- Antonio Banderas di esistere. 



lunedì 6 febbraio 2017

Italo-Spagnola Awards 2016: finalmente i vincitori!


Il momento del verdetto, prima o poi, arriva sempre. Perciò, anche se vi ho fatti aspettare per una quantità di tempo francamente imbarazzante, spero che almeno per qualcuno ne sia valsa la pena. Ecco quindi, senza ulteriori esitazioni, chi sono i vincitori degli Italo-Spagnola Awards 2016. 

Rispetto alle classifiche provvisorie segnalo solo un paio di sorprese last minute: l'autore di "Andalusia Viaggio Italiano", che ha scalzato Nancy di "Volevo aprire un blog" dal terzo gradino del podio nella categoria "Miglior Realtà Italo-Andalusa" (due persone di cui sentirete parlare molto presto da queste parti, peraltro: stay tuned!); e il blog flamenco "De Palo en Palo" che, zitto zitto, ha soffiato la medaglia di bronzo per la miglior realtà culturale italo-spagnola ai due litiganti ArteNativa e Qué Mire Usted. 
In totale sono arrivati 465 voti. Un record assoluto, che fa di me una blogger forse stupidamente orgogliosa. Vi vi - ma proprio tanto! - bi. 

Ah! Se ci tenete, sentitevi liberi di usare le immagini abbinate alla vostra categoria per bullarvi della vittoria su social, blog, o (boh?) foglio A4 stampato da attaccare con un magnete sul frigo di casa. Prima o poi riuscirò anche ad attrezzarmi con dei premi veri. 

CATEGORIA GENERALE

Miglior Realtà Italo-Spagnola

VINCITORE: Parlando Spagnolo con il 43% dei voti 



Secondo classificato: Benvenuti in Andalusia (11, 4% dei voti)
Terzo classificato: Spagnoleggiando (8% dei voti)

Miglior New Entry Italo-Spagnola sul web

VINCITORE: A Spasso per la Spagna con il 34% dei voti



Secondo classificato: Ma che dici? / Pero qué dices? (20,9% dei voti)
Terzo classificato: Occhio Pidocchio (16,1% dei voti)

Miglior Realtà Italo-Andalusa

VINCITORE: Benvenuti in Andalusia con il 32,2% dei voti



Secondo classificato: Visitare Siviglia (25,1% dei voti)
Terzo classificato: Andalusia Viaggio Italiano (15,8% dei voti)

Miglior Realtà Culturale Italo-Spagnola 

VINCITORE: Libreria Le Nuvole di Barcellona con il 19,4% dei voti



Secondo classificato: Radio Latita (16,8% dei voti)
Terzo classificato: De Palo en Palo - blog sul flamenco in lingua italiana (13,8% dei voti)

Miglior brand italo-spagnolo sui social

VINCITORE: 100 Montaditos Italia con il 36,5%



Secondo classificato: Mr. Wonderful Italia (22,8% dei voti)
Terzo classificato: Desigual Italia (21,8% dei voti)

Fashion & Design italo-spagnolo

VINCITORE: Elena Riviera - Mamá de Mayor quiero ser flamenca (collezioni moda che uniscono il flamenco ai simboli italiani) con il 41,8% dei voti





Secondo classificato: Il Ciclamino - gioielleria artigianale creata da italiani a Tenerife (36,9% dei voti)
Terzo classificato: Fruhling Design - blog di cucito, viaggi, DIY di un'italiana a Madrid (20,9% dei voti)

Video o trasmissione tv italo-spagnola dell'anno 

VINCITORI EX AEQUO: Italia vs. Spagna a Euro 2016 e Vado a vivere en España (programma tv trasmesso da Fine Living Italia), entrambi con il 25,3% dei voti



Secondo classificato: Cartoline dall'altra Italia - web serie giornalistica (20,9% dei voti)

Canzone italo-spagnola dell'anno

VINCITORI EX AEQUO: Marco Mengoni feat. India Martinez - Antes de que caiga la nieve e Alvaro Soler feat. Emma Marrone - Libre, entrambi con il 25,5% dei voti)



Secondo classificato: Alvaro Soler feat. Max Gazzé - La vita com'è (24,5% dei voti)
Terzo classificato: Laura Pausini - Feliz Navidad

SEZIONE ITALO-SPAGNOLA (THE BLOG)

Miglior post di Italo-Spagnola 
VINCITORE: "58 curiosità che non sapevate sulla Spagna", con il 30,3% dei voti



Secondo classificato: "Mangia, compra, ama: 13 posti da scoprire a Málaga" (22,6% dei voti)
Terzo classificato: "Solo andata più bagaglio" (19,6% dei voti)

Miglior post o rubrica musicale di Italo-Spagnola

VINCITORE: "I nomi assurdi delle band spagnole", con il 34,2% dei voti



Secondo classificato: "3 canzoni spagnole (e un bonus) per l'estate" (30,2% dei voti)
Terzo classificato: "Il momento più italo-spagnolo dell'Eurovision" (20,8% dei voti)

Miglior post di argomento non Italo-Spagnolo

VINCITORE: "Roma al contrario", con il 48,5% dei voti



Terzo classificato: "Le avventure di Zuckerberg a Barcellona" (18,7%)






lunedì 30 gennaio 2017

Musica d'attesa.

"Aggiungi brano alla playlist", e m'ubriaco di gratitudine semplice. Ci sono periodi in cui più di altri le canzoni sembrano parlare a tutta te stessa. Alla pelle, alle orecchie, a quel qualcosa di profondo e inesplicabile che riempie e scalda dentro di un indefinibile star bene. Sono giorni in cui riscopri vecchi brani, in cui trovi finalmente il nome dell'autore di quel motivo che ti si è conficcato in testa dalle frequenze di una qualche radio accesa; Giorni in cui il sapore della primavera sembra schiudersi in nuove uscite belle da far commuovere. E per quattro minuti - Repeat; Altri quattro; Repeat- tutta la delusione degli appuntamenti mancati e tutta la stanchezza di un sole poco sfruttato svaniscono di botto dentro alla felicità. 

Non c'è stand by senza colonna sonora. Per questo, mentre aspettate i risultati degli Italo-Spagnola Awards, vi propongo una selezione musicale di lingue alternate che spero troverete molto, moolto meno fastidiosa di quella dei call center di telefonia. 


Brunori è uno di quegli artisti che riescono a raccontare un'era partendo dai più semplici dettagli quotidiani: il talento in assoluto che più invidio. Canzone contro la paura è il conforto di un pensiero condiviso oltre che, per me, la vera chicca di A casa tutto bene

"Ma non ti sembra un miracolo / che in mezzo a questo dolore / e tutto questo rumore / a volte basta una canzone, anche una stupida canzone/ a ricordarti chi sei?"






Spogliatosi dal nome d'arte e uscito dalla breve parentesi indie, "El Pescao" ci regala adesso l'album migliore della sua carriera solista. Ho intenzione di dedicarci un post ad hoc, ma intanto cominciate ad ascoltare "Me Voy". Ecco cosa significava quel "musica: David Otero" che leggevamo sui libretti de El Canto del Loco. 





La mia tardiva rivalutazione dei Baustelle continua. Amanda Lear è la conferma di un idillio cominciato con Lili Marleen, e credo che dovrebbe essere inserita in un qualche manuale sul miglior modo per evocare immagini attraverso le parole. O - che poi è lo stesso - su come raccontare storie usando la forma canzone. 




Forse aspettava me. Sabina ci ha messo otto anni a sfornare un nuovo album di inediti: esattamente lo stesso tempo che ho impiegato io a tornare a vivere a Málaga. Se nel 2009 salutava il mio Erasmus con "Vinagre y Rosas", il prossimo mese di Marzo tornerà con "Lo niego todo". Alla produzione c'è Leiva, e il primo estratto - omonimo - fa sperare nei fuochi d'artificio. 




Del verso "I mezzi sogni da mezzi addormentati magari li ritwittiamo" ho fatto subito un mantra personale. Questo, contenuto in Made in Italy, non sarà forse il miglior pezzo di Ligabue, e tantomeno il più originale: è curioso, tuttavia, come il testo racconti in un certo senso la causa sottintesa che un giorno m'ha messa su un aereo.






L'evoluzione di Melendi, se solo ci pensi, può lasciarti sconcertata. É passato dall'essere un tizio rasta e incasinato che cantava di marijuana a ritmo di rumba al reincarnarsi in un omino tirato a lucido che sperimenta ad ogni album con nuove sonorità. Quelle di Desde que estamos juntos, orecchiabili in modo quasi ossessivo, ti trasportano a Cuba, per un'iniezione di allegria istantanea. E sarà pure commerciale quanto vuoi, ma l'esperienza mi insegna che non sarebbe Málaga senza la sua voce dentro alla mia soundtrack. 







sabato 28 gennaio 2017

Moda Flamenca: i Trend da We Love Flamenco 2017


Tanto per rispettare le tradizioni, anche quest'anno ho riassunto per Total Free Magazine i principali trend emersi dalle passerelle di We Love Flamenco. Nel riportarvi l'articolo - scritto all'una e mezza di notte con gli occhi a cuoricino e la NECESSITÁ di possedere ogni singolo vestito - ne approfitto per ricordarvi che potete leggermi anche lì ogni Mercoledì. Giusto nel caso vi mancassi, ecco. 

Stay trendy, stay flamencas ... e buon weekend!

MODA FLAMENCA: I TREND DA “WE LOVE FLAMENCO" 2017




Gioite, bailaoras e fashion blogger: la stagione della moda flamenca è cominciata! Il compito di inaugurarla è toccato come sempre a We Love Flamenco, la passerella sivigliana che tradizionalmente anticipa le tendenze del settore. E, tanto per non perdere le buone abitudini, anche quest’anno la rubrica più itagnola di Total Free Magazine ve le ha volute riassumere in un post. Ormai lo sapete: se state cercando gli abiti per il vostro prossimo spettacolo o più semplicemente non volete sfigurare alla Feria de Abril, la lettura è quasi obbligata. Perchè flamenca va bene, ma flamenca trendy è meglio!


1. MIX DI FANTASIE 


Indecise tra pois e fiori? Quest’anno non dovrete più scegliere. Fantasie e tessuti diversi si fondono in un unico capo nelle proposte di designer come Manuela Macías o El Ajolí, per un risultato innovativo che attualizza anche le linee più classiche. Il trend aveva già iniziato a fare capolino la scorsa stagione, ma si consolida adesso come vero e proprio must have. 


2. GIALLO 


Se il 2016 è stato l’anno del Rose Quartz, nel 2017 la moda flamenca punta tutto sul giallo. In passerella l’abbiamo visto in tutte le possibili versioni: senape o giallo canarino, a tinta unita o a pois, portato con il nero o abbinato a colori accesi. Non vi resta che trovare la tonalità che più vi dona ed iniziare a fare spazio negli armadi! 


3. FRANGE OVUNQUE! 


L’era delle frange non accenna a tramontare. La novità, però, è che quest’anno compaiono anche dove non ce le saremmo aspettate: sotto le maniche, come nel caso di Pablo Retamero y Juanjo Bernal, nel punto in cui nascono i volant, sulla cintura, o magari incrociate sul petto. Da Ángeles Verano a Jonathan Sánchez Ventura passando per Camacho Ríos, Mónica Méndez o Juan Boleco sono davvero tantissimi gli stilisti che le hanno incorporate ai loro capi nei modi più insoliti, come a dirci che l’imperativo è solo uno: indossate le frange come e dove vi pare, purchè le indossiate. 


4. VITA ALTA


Spesso anche la moda flamenca subisce l’influenza di quella “civile”: ecco allora che la vita si alza considerevolmente in modelli che non sfigurerebbero anche al di fuori dei contesti di feria e baile. I migliori esempi arrivano dalla collezione di José Hidalgo, con abiti dal leggero taglio asimmetrico e addirittura tasche in bella vista sulle gonne! 


5. PAROLA D’ORDINE: COMFORT 


La comodità è la grande protagonista del fashion in senso ampio, e il flamenco non avrebbe certo potuto fare eccezione. La caratteristica - e attillatissima - silhouette “a chitarra” inizia a cedere il passo in favore di gonne decisamente più ampie e linee più morbide che si staccano dal corpo offrendo maggior libertà di movimento e favorendo anche le bailaoras più curvy. L’abbiamo visto, tra le altre, nelle proposte di Fabiola, Rocío Olmedo, o Mercedes Dobenal. 


6. ANIMALIER 


Ve lo immaginate un abito flamenco a fantasia leopardata o zebrata? Se la risposta è no, è tempo di provarci: l’animalier entra di prepotenza nel mondo dei volant regalandoci abiti con cui passare inosservate diventa in due parole un’impresa impossibile. Tra le varie proposte segnaliamo quella di Javier Jiménez, che con la sua collezione “Mundos” (ispirata alle culture di Kenia, Messico e Giappone) ha addirittura mescolato due pattern diversi. Se avete voglia di osare, sapete dove cercare!


7. MANICHE “ZINGARE”


Nonostante il clima caldo dell’Andalusia, da qualche anno ormai le maniche degli abiti flamenchi coprono tutto il braccio e adesso tornano di gran moda nella versione “zingara”: lunghe fino al polso, senza volant, e il più voluminose possibile. Non sempre semplici da gestire, come scrive il Diario de Sevilla aumentano però “l’eleganza e il romanticismo” delle silhouette flamenche. 


Il prossimo appuntamento è quello con il più prestigioso SIMOF, in programma dal 2 al 5 Febbraio. Come sempre, aspettiamo di vedere se le tendenze verranno confermate anche dai grandi nomi. 

sabato 21 gennaio 2017

Pueblos blancos. Di neve.

Ormai mi sono rassegnata a una vita da The Day After Tomorrow. Per la serie "eventi meteorologici insoliti che si verificano solo quando Ilaria espatria" si segnala quindi questa volta che negli ultimi giorni HA NEVICATO in tutta la provincia di Málaga. Nevicato sì. E neanche poco. Roba che non succedeva da dieci, trenta, in certi casi addirittura sessant'anni. Roba che c'è gente, qui, che la neve non l'aveva mai vista in vita sua. Non hanno il riscaldamento nelle case. Il suolo liscio dei marciapiedi è inadatto persino alla pioggia; figuriamoci a 'sta cosa strana, bianca, che tutti guardano con un misto di sospetto e stupore. Si capisce, quindi, che in giro ancora non si parli d'altro. Non si posti altro. Non ci sia semplicemente spazio - o tempo, o voglia-  per emozionarsi con nient'altro. Certo, ovviamente qui in città di fiocco non ne è caduto mezzo. Anzi, per l'esattezza pare ne siano caduti tre: uno per ogni "qué graciosoooooo", con cui le mie compagne di flamenco hanno commentato la cosa. Peccato che io, in quel momento, fossi stata distratta a cucinare. Poi mi sono incollata alla finestra, per carità, ma niente. Già finito. Basta. Perchè sia mai che, dentro a un inconsueto gelo siberiano, possa almeno godermi la gioia di un pupazzetto di neve in riva al mare. O, chessò, della gente che scia sull'Alcazaba. Vi immaginate che figo?

Comunque. Le immagini delle più suggestive località andaluse con la neve, nella loro inquietante singolarità, ridefiniscono il concetto di bellezza. Dal momento che vederle così non capita tutti i giorni, mi è sembrata una buona idea fare un favore ai vostri occhi. Quella che segue è una selezione di video e foto davanti a cui, personalmente, non posso dire altro che "wow". 

RONDA 

Il fascino drammatico di Ronda, ammorbidito ed indurito insieme da un'atmosfera che ha del surreale. Non riesco a smettere di guardarlo, giuro. 


TORREMOLINOS 

Pare che a Torremolinos non nevicasse dal 1984. Ovvero, l'anno in cui sono nata. Continua a non essermi ben chiaro il messaggio che mi stanno mandando dai Piani Alti, ma tant'è. 


Cañada del Lobo, Torremolinos. Foto via: @Torremolinos_on / Twitter


ANTEQUERA

Ve li sareste mai immaginati, i dolmen in versione Siberiana?











JUZCAR 

Ironia del destino, il bianco neve in contrasto con l'azzurro del "paesino dei puffi" dà vita esattamente ai colori del Málaga F.C. Se i tifosi ci hanno messo un secondo ad accorgersene, ancora meno ci hanno messo giornalisti ed instagrammer a eleggerlo a simbolo di questa strana - e memorabile - perturbazione. 







Foto via: @serdemalaga / Twitter