giovedì 17 maggio 2018

Un anno in fucsia

Sono le nove di sera, ma il cielo non lo sa.
Sulla strada del ritorno dal corso di baile i fiori sugli alberi iniziano a sfiorire un po', preavviso insieme splendido e un po' triste d'estate. La pancia brontola la spesa che non sono riuscita a fare. Metterò insieme una pasta. Ma sì, ho ancora le verdure surgelate. 

Sembra un giorno come gli altri, coi pensieri di sempre e un cane smarrito sul marciapiedi. 
Solo che ho un foglio firmato sulla scrivania. 

É ufficiale: ho rinnovato il contratto d'affitto. 
Il che significa che sono in questa casa da un anno. 



Un anno della vecchietta che chiede aiuto per attraversare la strada. Un anno di conversazioni con la fruttivendola. Un anno con la cassiera del Día che ancora non si rassegna al fatto che non abbia la tessera. Un anno della gitana che urla insultando persone immaginarie, e sempre ad ore impossibili. Un anno di fiatone a maledire i Moscatel sulla salita per tornare dal centro. Un anno che voglio scaricarmi Shazam per identificare i brani di flamenquillo che ascolta la gente in auto mentre è ferma al semaforo. Un anno, in effetti, che non ho memoria sul cellulare. 

É un anno che so che ora è in base al vociare dei bambini che tornano da scuola. Un anno che mi chiedo cos'accidenti vendano gli anziani che al mattino si piazzano sulla sedia davanti a un edificio con la serranda alzata. E anche perché, a comprare, non ci vada mai nessuno. Un anno che, al mattino, qualcuno saluta una fantomatica "'Ntoniaaaa!". Un anno del signore abbracciato al figlio down. Di quello col marsupio che girava con la sdraio da spiaggia. E chissà dove l'ha persa, poi. Un anno dei cinesi che mi danno sempre il resto in ottocento monetine da 2 cent. Del bicchiere di vino rosso la sera. Del maledetto ragazzino che passa palleggiando il pallone da basket. Tum Tum Tum. 

É un anno che stampo cose al tabaccaio, col ragazzo che si complimenta per il mio curriculum e mi augura buon viaggio quando sullo schermo gli appare una carta d'imbarco. Perchè qua i fatti propri non se li fa nessuno, mai. Ma a me (non ditelo a voce alta) in fondo piace così. 

Per cui lo so, che divento emotiva in modo esagerato. Sacrifico lo stile per un elenco assurdo di ripetizioni. Solo che ci sono molti più libri sugli scaffali. Molti più biglietti di musei attaccati al pannello di sughero. E, davanti a quello stupido foglio di carta, oggi mi sono resa conto all'improvviso di quanta vita io abbia impregnato queste mura. 

Mi è tornata in mente la prima e unica cena fatta qui, quando ancora faceva un caldo assurdo e ci si appiccicava sulle sedie. Laura e Teresa avevano urlato "Ilariaaaa" fuori dall'appartamento sbagliato, e quando avevano suonato il campanello già ridevano come due pazze. Alice e Miguel avevano portato una bottiglia, ed avevamo brindato alzando i bicchieri. "Che sia una casa piena di flamenco!", avevano augurato. E così è stato. L'ho riempita di passione. Di intensità. Di dolore, a volte. Ma comunque di quel genere di emozioni che ti increspano la pelle e ti si imprimono nel cuore. Come il braceo di un silencio, come un zapateado, come la gioia di una bulería

Ricordo quando sono uscita dalla doccia coi capelli bagnati, e mi s'é palesata una processione sotto casa. O la notte di San Juan, che ho trovato sabbia nei piatti di plastica per almeno due settimane. 

Ricordo quella volta che ho fatto una riunione con un cliente importante seduta sulla tazza del water, perchè era l'unico posto in cui il rumore del traffico non interferiva con la ricezione della mia voce su Skype. Quando Victoria mi ha portato i cioccolatini, e mi ha raccontato la sua vita sorseggiando un tea. Quella volta che sono rientrata ubriachissima. Il mattino che ho chiamato la polizia. 

Ripenso ai miei outfit per la feria che giravano nella lavatrice. Alle arance che cadevano per terra. A quanto cavolo detestassi le urla fastidiose della bimba dei vicini. 

Mi tornano in mente le serate stravaccata sul divano a ingozzarmi di schifezze guardando Breaking Bad. Il periodo in cui cucinavo tutto in forno per il solo gusto di inaugurarlo. L'illuminazione che mi ha spinta a battezzare la mia lampada Frida. Quando, appena trasferita, mi ero messa in testa che volevo segnarmi le frasi clue di tutte le conversazioni che ascoltavo dalla finestra. E forse avrei dovuto farlo sul serio, considerato il mattino in cui un prete raccontava ad un altro altro i tormenti del dover essere celibe ("perchè è normale che le donne le guardi, ed è difficile...sai, io in realtà ho peccato"). E mi sembrava di essere finita in una telenovela di serie b. 

É stato in questa casa che ho parlato al telefono con mio nonno per l'ultima volta. É stato qui - di fatto allo stesso tavolo da cui sto scrivendo ora - che mi hanno dato la notizia più brutta che mi potessero dare. Ma é stato sempre qui che sono corsa a perdifiato quel giorno, dopo la parrucchiera. É qui che ho comunicato ai miei che sí, avevo un nuovo lavoro. 

E quante volte ho cantato a squarciagola mescolando risotti nella pentola. Quante volte ho pianto pacchetti interi di fazzoletti. Quante volte non riuscivo a stare ferma dalla felicità. 

La casa che credevo simile a quella di Monica di Friends ha in realtà la stanza con le pareti dello stesso colore di quella di Robin di How I Met Your Mother. E mi viene da sorridere se penso che quando sono arrivata ero convinta che l'avrei lasciata il prima possibile. Perchè dopo un anno di pareti fucsia scopro che quello che mi avevano detto in quella prima (e unica) cena era dannatamente vero: questa casa, gente, somiglia a me. 




venerdì 11 maggio 2018

Eurovision 2018: Italo-Spagnola Drinking Game

Spero vi stiate preparando, perchè domani non sarà un giorno qualsiasi. 

Tra gattini cinesi, gonne su cui potresti proiettare un film e fuego a volontà, siamo tutti d'accordo che certi eventi televisivi si affrontano meglio con dell'alcol nelle vene.
Del resto lo cantavano pure i Baustelle: "Gravi stati di allucinazione mentre passa l'ultima canzone all'Eurofestival". E forse dovremmo prenderla come una profezia. 

Sulla scia del successo del Sanremo Drinking Game (l'originale, mica la scoppiazzatura dei Jackal) arriva quindi l'Eurovision Drinking Game, ancora una volta orgogliosamente offerto dai deliri di Italo-Spagnola. Tra parentesi sto ancora aspettando che mi spieghiate come costruire una carriera sull'invenzione di giochi alcolici perchè, insisto, mi riescono benino.

Comunque. Riunite i vostri gruppi d'ascolto e brindate come il Dio del Trash si merita! L'unica cosa che vi chiedo è, come sempre, di non guidare a finalona conclusa. Ché vabbé il bottellón, vabbé i tweet simpatici, ma non vorrei avere sulla coscienza nessuno. 

Se proprio dovete rincasare in qualche modo, l'esperienza sanremese insegna che una spaghettata aglio olio e peperoncino alle tre di notte aiuta. E anche, in qualche caso, addormentarsi sul divano. 

Detto questo un ringraziamento speciale va ancora una volta ad Antonello, che con la sua esperienza Eurovisiva mi ha ispirata per più di un punto della versione finale. Salud e pailette a tutti! 













sabato 28 aprile 2018

IT/ES Interchange: gli artisti spagnoli

Sono rimasti ormai pochissimi giorni per visitare la parte italiana di IT/ES Interchange alla galleria d'arte La Fortezza di Gradisca d'Isonzo. Se vi state chiedendo perchè mai dovreste farlo, sono qui per fornirvi qualche valida ragione. Cinque, per la precisione: tante quante le giovani promesse dell'arte andalusa che non avreste forse avuto modo di conoscere altrimenti sul nostro territorio nazionale. 

Ve le presento qui sotto, assieme alle doverose indicazioni per chi volesse continuare a seguirne la traiettoria online.

Se poi deciderete di fare un salto a Nord-Est, potrete ammirare le loro opere dal vivo fino al prossimo 30 Aprile compreso: in questa data la galleria sarà aperta fino a tardi in occasione della Notte Bianca. 




PABLO CARO REVIDIEGO 


Foto: La Fortezza, Instagram @pablorvd


Questo artista malagueño cerca il dialogo permanente con chi osserva per mezzo di una tecnica pulita ed elegante dietro cui nasconde i suoi sentimenti più viscerali. Le sue opere evocano riflessioni che ruotano attorno alle tematiche della sicurezza e della violenza, dello scorrere del tempo e della morte, dell’assenza o dell’eccesso di libertà; Il tutto cercando di arrivare al pubblico attraverso il groviglio dei segni, in una composizione minuziosa e ricca di dettagli che obbliga l’osservatore ad avvicinarsi per immergersi nella profondità dei soggetti. Potete seguirlo su Instagram , Twitter o sul suo sito web


MARTÍN DE ARRIBA


Foto: La Fortezza, Instagram @martindearriba


Originario di Algeciras, nella sua proposta creativa elementi propri della moda, dell’arte contemporanea, del linguaggio pubblicitario e della poesia visiva convivono e dialogano in modo originale, andando a costruire un universo solido con una chiara impronta personale. L’artista va ad indagare sui limiti della fotografia, dell’immagine e della parola esprimendo una nuova omogeneità delle forme con cui aspira a distruggere le convenzioni artistiche e letterarie di bellezza attraverso la bellezza stessa. Attivissimo sui social media trovate su Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest. Questo il suo sito web.  


DAVID VILLALBA 


Foto: La Fortezza, davidvillalba.es


Da Málaga, Villalba mette al centro del suo progetto fotografico l’intervento che l’uomo attua sull'ambiente attraverso la propagazione del suo habitat: la città. Nella sua opera le ambientazioni naturali, tutte selezionate con un ordine e un motivo preciso, vengono messe a confronto con la componente umana, indagando su progetti di costruzioni ed edifici abbandonati che in alcuni casi arrivano a sfiorare l’astrazione. Tale metodologia di lavoro aspira a raggiungere un sincretismo tra paesaggi incontaminati e luoghi creati dall’uomo, spingendoci a riflettere sul nostro rapporto con la natura. Date un'occhiata ai suoi lavori sul sito web oppure seguitelo su Facebook 

VIRGINIA ROTA


Foto: La Fortezza, Instagram @virginiarota


Con la serie fotografica “saudade”, questa premiata fotografa e artista visiva di Málaga cerca di captare - anche solo fugacemente - il sentimento profondo di dolore e nostalgia che si annida nell’interiorità delle persone. Il suo lavoro consiste in una collezione di ritratti di donne che si spogliano emozionalmente davanti all’obiettivo. Alcune hanno lo sguardo perso nel vuoto, altre lo rivolgono senza paura verso lo spettatore, ma tutte mostrano la propria intimità attraverso la finestra dei loro occhi. Il segreto meglio custodito si trova guardando attentamente nel loro riflesso, in alcuni casi appannato. 
E' su Facebook, Instagram e Vimeo. Oltre all'immancabile sito web, aggiorna anche un blog

PAULA GALLARDO SÁNCHEZ


Foto: La Fortezza, Instagram @paulaespaula


Di Granada, Paula Gallardo usa l’incisione per cercare di definire e descrivere tutto ciò che la circonda. Le sue opere partono dallo studio dell’individuo all’interno di una famiglia per trasformarsi in lavori figurativi che mettono in luce la bellezza nascosta del quotidiano. E’ una narrazione radicata nel vissuto personale che si sviluppa con uno stile solo apparentemente naif. Attraverso le sue stesse esperienze l’artista indaga nella profondità della condizione umana: ne estrae il dolore, la paura, la calma, l’ansia e in generale ogni stato d’animo per rappresentarlo in composizioni armoniche. La trovate su Facebook e vi  farà innamorare su Instagram. 










La vostra fame di arte non è ancora stata appagata? A questo link potete scoprire di più sugli artisti italiani che, nell'ambito dello stesso progetto, hanno esposto a La Casa Amarilla di Málaga.

lunedì 23 aprile 2018

Le 7 Librerie più belle di Spagna

"Se mi regalano una rosa invece di un libro io m'incazzo". Ho letto qualcosa del genere questa mattina su Twitter, in riferimento alla celeberrima usanza di Sant Jordi. Il messaggio in questione, naturalmente, l'ho perso prima di poterlo condividere. Quello che mi rimane è però la ferma identificazione nei valori che lo animano. E, a dirla tutta, pure quell'amore per la carta tanto declamato dai romantici quanto deriso dagli amanti dell'e-book.

Credetemi: ci vuole coraggio a non cambiare idea quando hai sul comodino Origin di Dan Brown. Eppure. 

Non è tanto il famoso "odore". Piuttosto sono le orecchie, il rumore della matita che sottolinea le frasi, il segnalibro scelto con cura come definizione più profonda del sé (io ne alterno due: uno di Omero comprato in Grecia, e l'altro con con la scritta "Me vuelves Lorca", preso in una libreria di seconda mano qui a Málaga). Soprattutto, é la passeggiata curiosa tra gli scaffali di una libreria. Lasciarsi attrarre dai colori delle copertine. Toccare. Soppesare. Leggere la trama sul retro.  Aprire, infine, il volume su una pagina a caso per leggere una frase estrapolata dal contesto. Il piccolo rituale che ti permette di decidere se sì o se no.

Internet [sempre sia lodato!] non riuscirà mai a rimpiazzare quei momenti. E poi, dai: ve lo vedreste Notting Hill ambientato nell'assistenza clienti di Amazon? "Sono solo una semplice ragazza che sta in chat con un semplice ragazzo per chiedere quando arriverà il suo pacco dato che l'é scaduto l'abbonamento a Prime. PS: ma me lo mandate con il drone?". No way, amigos. Ed è per questo che, in occasione della giornata mondiale del libro, ho voluto portarvi a spasso per le librerie più belle di Spagna.

Per mettere insieme l'elenco finale ho fatto una media tra numerosi articoli sparsi per il web, cercando di citare una sola libreria per città (motivo per cui mancano alcuni capisaldi come l'Altair di Barcellona o  la San Ginés di Madrid - non me ne vogliate). Per chi intendesse approfondire, vi segnalo tra i più completi questo di Cultura Inquieta, che di location suggestive dove cercare il  prossimo romanzo ve ne segnala addirittura ventitré.

Buona - ed è proprio il caso di dirlo - lettura!  


Instagram: libreriabardon


Situata nel cuore della Capitale, questa libreria antiquaria é considerata una tra le più belle al mondo. Da oltre 70 anni, volumi di grande valore storico e letterario ricoprono, su antiche scaffalature in legno, l'intera superficie delle sue ampie pareti. 


Instagram: rafa_solaz
Accogliente come pochi, questo meraviglioso angolo di Valencia é il rifugio perfetto per chi vuole prendersi una pausa dalla frenesia della vita contemporanea. Soffitto alto, mattoni a vista e decorazioni vintage vi conquisteranno dalla prima occhiata. 


3. La Jerónima, Sevilla

Instagram: _lajeronima





Chiamata "libro-taberna", la Jerónima si presenta come il mix perfetto tra la taverna andalusa di quartiere e una vera e propria libreria. Qui servono quella che é stata definita come la miglior birra artigianale prodotta in Andalusia e, mentre la sorseggiate, potete curiosare tra libri d'autore difficili da reperire presso i circuiti della grande distribuzione: molti sono di editori indipendenti, alcuni in edizione limitata, altri addirittura auto-pubblicati. La cosa migliore? Se non li volete comprare potete anche prenderli in prestito. 


Instagram: mapasycia


Una location malagueña non poteva mancare, ed è per me motivo di immotivato orgoglio scoprire che "Mapas y Compañía" appare in quasi tutti gli elenchi delle librerie più belle di Spagna. Sempre affollatissima, mi ha sedotta sin dal primo momento con i suoi mappamondi  sparsi tra gli scaffali e le mongolfiere che pendono dal soffitto. Manco a dirlo è specializzata in libri e quaderni di viaggio: alcuni sono veri e propri gioiellini! 


Instagram: llibrerialaie


Una vera e propria icona nel quartiere dell'Eixample. Si sviluppa su 300 metri quadrati e, per quanto vanti un vasto assortimento di letteratura di tutti i generi, è specializzata in arte, musica e discipline umanistiche. Se a forza di sfogliare vi venisse fame, sappiate che servono cibo a tutte le ore. 


Instagram: baturrico


Una delle librerie più famose di Spagna, dove si aspira a riportare in auge lo spirito del vecchio libraio, quello che chiacchiera con i clienti e consiglia loro le letture più adatte sulla base dei gusti personali. Oltre ad essere uno spazio enorme, è anche decorato in modo sublime.

7. Librería de Mujeres Canarias, Santa Cruz de Tenerife 

Instagram: mabelr.ordas


Per concludere la lista vi porto fuori dalla Penisola, e più precisamente nelle Isole Canarie. Lì, a Santa Cruz de Tenerife, c'è una libreria che piacerà particolarmente alle femministe: propongono libri scelti dalle donne per le donne, sforzandosi di dare visibilità a opere scritte da autrici di sesso femminile o con protagoniste di grande personalità.

domenica 22 aprile 2018

Sul Red Carpet tutto bene.

Forse le canzoni che ascoltiamo per caso non sono altro che un messaggio del Destino. Almeno quelle che hanno un significato per noi. 

Questa settimana Hotel California degli Eagles mi è piombata addosso troppe volte per pensare ad una coincidenza. Non era il mio compleanno, quindi doveva trattarsi per forza di una specie di resurrezione. 




In fondo era quello che avevo immaginato Domenica scorsa. "Andrà tutto bene", scrivevo condividendo sui social una cover di Bob Marley a cura degli Imagine Dragons. Lucine e brividi, ricordo del concerto di Madrid. Era stato uno dei rari momenti di preveggenza che ogni tanto arrivano a sbrinare il vetro appannato della vita. 

Così è iniziata che ho pianto. Di gioia. Quando un annuncio di lavoro riaccendeva le speranze che credevo di aver perduto. Quando il sole tornava a dipingere di azzurro il cielo, e il Diluvio Universale che mi s'era rovesciato addosso dopo l'ultimo colloquio sembrava soltanto un ricordo lontano. 

Dalla parrucchiera, una mail che aspettavo da tanto portava con sé promesse di un capitolo nuovo. "Ehi tu, che sogni la California: questa canzone è proprio per te!". 

E' stata la settimana in cui ho finalmente incontrato Marianna, a dieci anni di distanza dal suo primo commento sul blog. "Se Internet ha un senso è quello che sta accadendo ora", mi ha detto sulla terrazza dell'Hostal Chinitas, con la Cattedrale illuminata di complicità. Dopo di che mi sono ritrovata ubriaca a ballare flamenco con degli sconosciuti. Intonavano Malagueña Salerosa, classici italiani di epoche remote. Credo che uno di loro si chiamasse Juan Carlos, come il vecchio Re. Si sono congedati con "Hasta Luego Mortadella", e ho pensato che la mia vita non avrebbe potuto essere più surreale.





E' stata una settimana di Red Carpet. Di telecamere. Di primi piani sul maxi-schermo di cui - manco a dirlo - non mi accorgo mai. E' stata la settimana in cui sono scoppiata a ridere per strada quando Laura mi ha scritto "c'è uno vestito da dinosauro sotto casa". Quella in cui ho provato la sensazione straniante di un locale gremito che intona all'unisono "Bella ciao". Suonavano dei pazzi, quella sera, al ZZ Pub. Però erano dei pazzi bravi da far paura. 





Ed è stato bello parlare delle differenze tra uomini e donne al tavolo di un pub, accorgendosi del tempo che passa solo per l'alternanza delle facce attorno a noi. Ma davvero è morto Avicii?  E poi brindare post-cinema sotto una frase che elogia l'amicizia, tra discorsi sugli affitti e i classici di Sabina. 

La cassiera era entusiasta di scoprire che con la bottiglia di Martini ti regalano il bicchiere. "Pero qué chulooo!". La felicità. 

Così è finita che ho pianto. Di non so bene cosa, forse catarsi voluta. In una Domenica agli inizi che amplifica in stanchezza le emozioni.

É finita che piove di nuovo, e scrivo per mettere in ordine i ricordi come poche ore fa ho in messo in ordine la casa. Perchè, una volta in più, il Festival del Cinema si è dimostrato in grado di rendere più interessanti anche le trame della vita quotidiana. 

giovedì 19 aprile 2018

IT/ES INTERCHANGE: Gli artisti italiani

La parte malagueña di IT/ES Interchange si è appena conclusa, ma non è troppo tardi per conoscere i 5 artisti italiani che hanno esposto a La Casa Amarilla di calle Santos. Eccovi quindi un breve profilo di ciascuno di loro, assieme alle indicazioni per seguirne la traiettoria artistica online. 

Vi ricordo che a La Fortezza di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) l'esposizione continua invece fino al prossimo 30 Aprile con le opere di altrettanti artisti spagnoli. 

MADDALENA BARLETTA 


Foto: La Casa Amarilla



Diplomata all'Accademia di Belle Arti, vive e lavora a Bologna. Lo studio dell'affresco ha avuto un grande peso sulla sua ricerca artistica, dove la passione per la fotografia coesiste con le basi fortemente materiche, i colori slavati, i segni sotterranei e gli alfabeti dimenticati. La sua opera parte dalle epoche più remote per arrivare al presente, per una poetica della traccia che lega idealmente le grafie sontuose del passato ai tag dei writer metropolitani. A La Casa Amarilla ha proposto una vera e propria passeggiata visiva attraverso il tempo in cui frammenti di vecchi scritti interamente sfogliabili si uniscono a veloci scatti fotografici di pulsante contemporaneità: un affascinante gioco di sovrapposizioni in cui ieri e oggi coesistono in armonia, diversi eppure incredibilmente uguali. Potete seguirla su Facebook o sul suo sito web ufficiale. 


MYRIAM CAPPELLETTI 


Foto: La Casa Amarilla, Instagram Myriam Cappelletti


Nata in Umbria, da molti anni vive e lavora a Prato, in Toscana. Alle spalle ha una solida formazione conseguita diplomandosi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e in Grafica pubblicitaria all'Accademia Cappiello della stessa città. La sua è una tecnica estremamente personale e riconoscibile che, come per Maddalena Barletta, risente pesantemente dello studio dell'affresco. Intonaco, colle, pigmenti e stoffe nelle sue mani danno vita ad un mondo materico a volte informale e a volte simbolico ed emozionale, gravido di reliquie del suo stesso quotidiano. A Málaga ha proposto una ricerca incentrata su alcune forme riconoscibili come l'albero, l'abito o il pesce che la sua fantasia ha liberato del significato reale per reinterpretarle in senso giocoso. Tra sovrapposizioni di carte e cromatismi delicati, gli abiti si affollano cosí di pesci-radici e gli alberi diventano improbabili bretelle di indumenti a forma di cattedrale. Potete seguirla su Instagram , su Facebook o sul suo sito web. 

GIUSEPPE LATELLA 


Foto: La Casa Amarilla


Originario del Sud Italia, Giuseppe Latella è oggi il Presidente dell'Associazione Gradisc'Arte che, assieme ad altri quattro soci, ha dato vita alla Galleria d'Arte La Fortezza di Gradisca d'Isonzo. Medico di professione, si dichiara da sempre innamorato del bello. L'arte, per lui, non è che un altro tipo di terapia, diversa da quella degli ospedali ma ugualmente efficace sul piano spirituale. Mezzo di espressione essenziale e purissimo, è il veicolo di una felicità che si produce nell'atto stesso di dipingere e che si percepisce con identica intensità e semplicità quando si guardano le sue opere. A La Casa Amarilla ha presentato una serie di lavori astratti di cui segni, cromatismi e ricerca dell'equilibro compositivo perfetto sono i tratti essenziali, oltre che espressione del suo universo interiore. Potete seguirlo su Facebook. 


RENZO MARZONA



Foto: La Casa Amarilla


Nato in un piccolo paese di montagna in provincia di Udine, Renzo Marzona ha portato avanti sin da giovanissimo studi paralleli in campo musicale e artistico. A livello pittorico il suo percorso è iniziato con un approccio "en plen air" di matrice figurativo/impressionista per mutare nell'informale e giungere, infine, ad un'astrazione personale incentrata sull'uso di lettere e numeri. Negli ultimi lavori elementi di arte applicata, citazioni musicali e il richiamo costante alla sua terra diventano protagonisti essenziali in una rinnovata scommessa sul minimalismo e la tridimensionalità. A Málaga abbiamo avuto modo di apprezzarlo tramite incisioni in cui il torchio a secco e la carta fungono da base per l'inserimento di collage di antichi reperti arricchiti da ulteriori interventi pittorici. Potete seguirlo su Facebook. 

 LUCA "SKAWALKER" PEDRELLI


Foto: La Casa Amarilla



Dalla sua Parma, Luca "Skawalker" dá vita ad un mondo artistico solo apparentemente ingenuo. Dietro ai colori accesi, al sorriso strappato da una citazione sagace, all’apparente semplicità dell’opera si nascondono sempre un segno potente, una tecnica consolidata, una struttura cromatica e compositiva in cui niente è lasciato al caso. Un po’ street-artist, un po’ fumettista e un po’ dj, Pedrelli è espressione di una cultura urbana che sembra grezza ma è in realtà raffinatissima, dove malinconia ed irriverenza convivono in armonico equilibrio. I lavori che ha presentato a Málaga si inquadrano perfettamente in questo contesto: sembrano partoriti dallo sguardo di un bambino, ma basta osservarli con maggiore attenzione per capire che rappresentano un universo solo all'apparenza deformato, che ci coinvolge tutti con i suoi demoni e le sue allusioni. Potete seguirlo su Facebook. 

Quali, tra i loro lavori, avete preferito?


domenica 15 aprile 2018

Festival del Cinema di Málaga: Gli eventi da non perdere (secondo me)

Il tappeto rosso steso per le vie del centro incarna l'essenza stessa del Festival di Málaga. La vera star sei tu. Anzi: la città, coinvolta in una festa senza sosta e senza eccessi a cui ti senti costantemente invitato a partecipare. Málaga sboccia, mentre festeggia il cinema in lingua spagnola. Niente climi d'inferno o botellones da Feria. Niente troni giganteschi a ostacolare il via vai quotidiano. Solo la gioia. Il cielo azzurro. La cultura. Tutto quello che potrei desiderare.





I sorrisi dei passanti, un anno in più, danno il benvenuto alla bella stagione. Si è fatta attendere, quest'anno. Eppure eccola qua. Tra le ragazzine appostate acca ventiquattro fuori dall'AC Málaga Palacio e le signore che commentano gli outfit del red carpet. Perchè il vero evento non sono le tavole rotonde, le premiazioni o le proiezioni a pagamento nelle sale prestigiose. Macché. L'anima della kermesse sta, piuttosto, nel palco allestito in Plaza Merced. Nelle foto in bianco e nero che incorniciano calle Larios per la delizia dei turisti inglesi. In quest'amore inenarrabile, profondo ed intensissimo che mi spinge a urlare "ME ENCANTA, ME ENCANTA, ME ENCANTA" mentre passeggio con aria ebete in quello che per me é il posto migliore di tutto il Pianeta. In questo periodo più che mai. 



Anche se alcuni degli eventi clue di questa ventunesima edizione sono ormai belli che andati (due su tutti: il Galà di apertura con la prima performance live del nuovo singolo dei Dorian e la masterclass del super-ospite Guillermo del Toro), il calendario è fitto e ancora tutto da godere. 

Mi sono messa a spulciarlo con l'idea di organizzarmi l'agenda, estrapolandone gli eventi a cui non voglio mancare. Non sono necessariamente i più interessanti o imperdibili in senso generale, ma di sicuro lo sono per me. Ho voluto quindi riportarli in questo post nella speranza che la mia selezione possa tornare utile anche a qualcun altro. In fondo se leggete questo blog è altamente probabile che condividiate i miei gusti. E non sapete quanto vi capisca se siete troppo pigri o impegnati per consultare il programma completo. 


FESTIVAL DEL CINEMA DI MÁLAGA: GLI EVENTI DA NON PERDERE (Secondo me)



- Hacerse Mayor y Otros Problemas - Mercoledì 18 Aprile h.16.45, Cine Albéniz, Sala 2 


Premiere speciale per il Festival con proiezione unica ad un orario infelice, questa commedia di Clara Martínez Lázaro ha una trama che sembra fatta su misura per me. Il film narra la storia di Emma, una donna di 35 anni che scrive racconti per bambini e ha la sensazione che la sua vita sia un completo fallimento. Come molte della mia generazione, si trova infatti in quella fase dell'esistenza in cui sei single e con un lavoro precario mentre la tua migliore amica ti informa di essere rimasta incinta. I know that feeling, girl. 


- El Mundo Es Suyo - Mercoledì 18 Aprile, h. 20.00, Teatro Cervantes (Premiere) ; Giovedì 19 Aprile, h.21.30, Cine Albéniz, sala 1, h.23.45, Sala Albéniz, Sala 2. 


Questo me l'ha consigliato Nancy Aiello di Volevo Aprire un Blog, aggiungendo che devo prepararmi guardando "El Mundo es Nuestro". Ho intenzione di obbedire. Il film, che rientra tra quelli in concorso, fa da seguito a quel lavoro con cui Alberto López e Alfonso Sánchez - meglio noti come El Culebra ed El Cabeza- sono passati dagli sketch di Youtube alle ambizioni da Grande Schermo. La trama, manco a dirlo, è andalusissima: Rafi si presenta a casa dell'amico Fali dopo che la moglie l'ha cacciato di casa. Si è messo in un grosso casino, e Fali vorrebbe aiutarlo a risolverlo, solo che il giorno dopo ci sarà la Prima Comunione del figlio e suo suocero gli ha chiesto di portare il vestito fino al luogo in cui si terrà l'evento. Facile a dirsi... ! Le risate sembrano assicurate. 


- Casi 40 - Venerdì 20 Aprile, h. 20.00, Teatro Cervantes (Premiere); Sabato 21 Aprile, h. 19.00, Cine Albéniz, Sala 3, h. 16.45 Cine Albéniz, Sala 2. 




Sempre per la serie "film da ultra-trentenni", anche questo lungometraggio in concorso mi ispira non poco. Intanto perchè lo dirige David Trueba, il che dovrebbe essere di per sé una garanzia. E poi per la trama, che parla di musica e re-incontri. Un piccolo tour di concerti riunisce, infatti, due vecchi amici: lei, cantante di successo ormai ritiratasi dalle scene; E lui, che sopravvive come commerciante di prodotti cosmetici e aspira a rilanciare la carriera musicale di quella che fu la sua grande cotta adolescenziale. 


- Camarón: Flamenco y Revolución- Venerdì 20 Aprile, h.21.30, Cine Albéniz, Sala 1 



Il lato flamenco del festival del Cinema. Questo nuovo documentario analizza la figura rivoluzionaria e innovatrice di Camarón raccontandone la storia a 25 anni dalla sua morte. Imperdibile per chiunque ami e studi l'arte andalusa per eccellenza. 


... E IN PIÚ: 

Per chi ha la fortuna di poterci andare, segnalo una masterclass gratuita e secondo me interessantissima che avrà luogo Venerdì 20 alle 11 nella sala Rectorado dell'Università di Málaga: Isabel Peña e Rodrigo Soroyen illustreranno infatti l'intero processo creativo che porta alla stesura di una sceneggiatura, dalla prima bozza all'ultima riscrittura in sala montaggio. Se volete assistere non dovete fare altro che inviare una mail a info@festivaldemalaga.com scrivendo come oggetto "Masterclass Rodrigo Sorogoyen + Isabel Peña" ed indicando nel corpo della mail il vostro nome e cognome. 

Siccome non solo di cinema si vive, sappiate inoltre che per tutta la durata del festival (Fino, cioé, a Domenica 22) in Plaza Marina troverete degli stand gastronomici di cucina tipica spagnola e latino-americana. Non solo, ma i seguenti stabilimenti aderiscono all'iniziativa "Ruta de platos de cine" con menú, bevande e piatti speciali in occasione della manifestazione: Soca (calle Carretería, 54) , El Pimpi (Granada, 62), La Sole (Zegrí, 4) , Yubá (San Juan, 11) , Batik (Alcazabilla, 12) , La Fábrica (Trinidad Grund, 29) 


LAST BUT NOT LEAST: 

Io non sono una grande fan di Alejandro Sanz, ma forse potrebbe interessarvi sapere che proprio al festival di Málaga uno dei cantanti più internazionalmente affermati di Spagna presenterà in anteprima assoluta il docu-film sulla sua carriera (Sanz: lo que fui es lo que soy)! La premiere avrà luogo Giovedì 19 alle 22.30 al Teatro Cervantes. Sarà poi ritrasmessa Venerdì 20 alle 19.15 al Cine Albéniz (Sala 2).